Works [ Agro

La penisola che non c’è
di Steve Bisson


“Agro” è il titolo che riassume la ricerca fotografica realizzata da Synapsee nel corso del 2017. Il collettivo ha scelto di confrontarsi
sul tema dell’uso del suolo con particolare attenzione all’agricoltura, agli allevamenti e alle colture boschive. Da un paio di decenni
almeno si osserva l’onda di “ritorno alla terra” cavalcata soprattutto dalla nuova generazione di contadini e allevatori di piccola
scala orientati ad una maggiore sostenibilità e rispetto della natura. Il progetto raggruppa diverse testimonianze che compongono
un variopinto mosaico di modi alternativi di rapportarsi alla terra. Produzione di erbe medicinali, salvaguardia delle api, benessere
degli animali, gruppi di acquisto solidali, coinvolgimento di lavoratori diversamente abili sono alcune delle nuove buone pratiche
ed esperienze che disegnano un nuovo scenario rurale e produttivo. Diverse le sfide che si affacciano: dalla corretta gestione dei
boschi talvolta soggetti a massicce e discutibili operazioni meccaniche di “pulizia”, al recupero di terreni un tempo produttivi e oggi
abbandonati perché meno accessibili e redditizi, dalla quadratura economica delle nuove forme di micro gestione e organizzazione
aziendale, fino al governo del paesaggio risorsa sempre più strutturale e indispensabile per le prossime generazioni.
Il progetto ‘Wound (Ferita)’ di Andrea Buzzichelli è uno sguardo indiscreto su alcune aree boschive della provincia di Siena.
Per certi versi egli pare quasi simulare uno scenario di guerra, un campo di battaglia dove si consuma una lotta intestina tra la
natura e l’uomo. Colline devastate come dopo un bombardamento, mezzi pesanti gonfi di legname, cataste di macerie organiche
come resti accumulati di soldati. L’autore si muove su un territorio ferito a dismisura, dove tuttavia non si capisce se a rischiare la
sopravvivenza sia l’ambiente o piuttosto la specie umana. Quello compiuto da Paola Fiorini, nel territorio della Lessinia, è un viaggio che ci accompagna in un tempo lontano, che sembra toccare le radici della civiltà. Un’esplorazione che, come sostiene l’autrice veronese, l’ha portata a contatto con un mondo tutto al femminile. Le protagoniste sono donne, custodi di antichi segreti legati all’impiego delle erbe e delle piante officinali. Medichesse, streghe, sacerdotesse e dee che per natura e sensibilità sono inclini alla cura. Un ritorno alla terra nella sua essenza più profonda, spirituale, sacra.Simone Mizzotti nella sua ricerca si misura con una delle più grandi e storiche aziende agricole italiane. La Maccarese, una realtà che conta oltre 3.000 ettari di colture, include il più importante allevamento di vacche della penisola e conserva le cosiddette macchie mediterranee, un’area di valenza naturalistica in parte tutelata dal WWF. A tutto ciò si aggiunge un patrimonio edilizio e architettonico che ospita diversi soggetti attivi nella filiera agro-bio-alimentare. Il fotografo cremasco ha documentato in lungo e in largo questo diversificato paesaggio rurale, restituendoci la sua complessità anche in rapporto alle pressioni che su di esso insistono, come la convivenza limitrofa dell’aeroporto internazionale di Fiumicino.‘Valori in campo’ è il cappello evocativo del reportage che Antonella Monzoni ha compiuto in 6 aziende italiane che hanno voluto reinventare la propria missione attraverso un’agricoltura rispettosa e soprattutto rispettabile. Puntando ad una diversità di pensiero che poggia su principi solidali quali la valorizzazione dei prodotti tipici e delle tradizioni dimenticate, la coltivazione a basso
impatto e attenta alle qualità anche umane del prodotto, il coinvolgimento di abilità differenti, l’educazione ambientale e la didattica
per i bambini. Sebbene distinte sono storie che dialogano facilmente perché imbevute di una buona dose di speranza e coraggio.
Stefano Parrini parte dai suoi ricordi del casolare di famiglia oggi dismesso a Barberino val d’Elsa per affrontare la questione più ampia dell’abbandono dei terreni agricoli. La serie fotografica interpreta lo stato di assenza di questi luoghi disabitati, di questi antichi
poderi nei quali è vivo l’eco pastorale delle stagioni trascorse con i capricci del tempo. Le tracce sono ancora leggibili. Come i
ruderi di vecchie case, gli oliveti o i frutteti inselvatichiti, i viottoli e le siepi incolte, segni di un paesaggio in cui la vegetazione, la
natura, ancora fatica a liberarsi del suo recente passato. In mezzo a tanto silenzio, nel solco di una arcaica memoria, il fascino di un
richiamo quasi assoluto. La terra. Etico è la parola d’ordine nei racconti di Giovanni Presutti alla scoperta delle migliori pratiche tra gli allevamenti d’Italia. Da Viterbo a Perugia, passando per Siena, Grosseto fino a Firenze, e ancora Reggio Emilia e poi Pavia. Sono le tappe di un pellegrinare cocciuto e audace che il fotografo intraprende per svelare un mondo ai più sconosciuto: quello degli allevamenti etici. Le sue immagini sono fatte di sensazioni quasi strappate ai ricordi personali per essere consegnate al futuro, come le istantanee Polaroid che affida alla fantasia della figlia Gemma. Poggio di Camporbiano, Fattura L’Aurora, Corte del Boiardo sono solo alcuni dei pirateschi nomi di suggestive quanto concrete testimonianze, e di tenaci e talvolta radicali scelte di vita.
Con ‘Agro’ si chiude un triennio di investigazione fotografica, che ha attraversato uno spaccato significativo del territorio italiano,
passando per oltre 9 Regioni (dal Veneto, alla Campania, dall’Abruzzo alla Lombardia) e 30 casi studio. Centinaia di persone
incontrate e decine di incontri pubblici. Questo impegno ribadisce la bontà della fotografia quando usata consapevolmente
per interrogare la realtà, l’ambiente. Oltre la sua funzione didascalica, la fotografia autorale, o semplicemente consapevole, può
contribuire a dare maggiore profondità, spessore, intuizione alla ricerca e alla critica.

Asolo , 12 gennaio 2018

Wound [ Andrea Buzzichelli

Il progetto ‘Wound (Ferita)’ di Andrea Buzzichelli è uno sguardo indiscreto su alcune aree boschive della provincia di Siena. Per certi versi egli pare quasi simulare uno scenario di guerra, un campo di battaglia dove si consuma una lotta intestina tra la natura e l’uomo. Colline devastate come dopo un bombardamento, mezzi pesanti gonfi di legname, cataste di macerie organiche come resti accumulati di soldati. L’autore si muove su un territorio ferito a dismisura, dove tuttavia non si capisce se a rischiare la sopravvivenza sia l’ambiente o piuttosto la specie umana. >>

Valori in campo [ Antonella Monzoni

VALORI IN CAMPO è stato il mio titolo da subito, il mio timone per tutto lo svolgimento del progetto fotografico che ne è uscito. Sei sono le aziende dell’Emilia che ho contattato e poi fotografato, raccontando le loro idee, le loro passioni, le loro fatiche. Sono sei famiglie, sei coppie, sposi o compagni o fratelli, con figli piccoli, i più grandi sono appena adolescenti. Insieme si sono reinventati la vita, hanno riscoperto un’agricoltura diversa, attività come apicoltura e allevamento brado dei suini, fattorie didattiche per i bambini, rivolgendo un’attenzione particolare alle tradizioni dimenticate. E hanno messo in campo valori etici e solidali, puntando alla produzione biodinamica, alla qualità del prodotto, al basso impatto ambientale, privilegiando la dimensione territoriale e coinvolgendo abilità differenti. Con il mio progetto si sono incuriositi, si è creato un incontro importante, dove hanno... >>

Etico! [ Giovanni Presutti

“Allevamento etico significa crescere gli animali nel rispetto delle loro abitudini etologiche, evitandone sofferenze ingiustificate”. La mia ricerca nasce dalla voglia di mostrare cosa c’è oltre gli allevamenti intensivi, spesso nient’altro che lager, di cui ormai abbiamo sentito parlare a sufficienza. Realtà spesso misconosciute, ma che iniziano ad esser diffuse sul territorio, in cui gli animali vengono lasciati liberi di vivere e pascolare in spazi ampi, curati e cibati con metodi naturali, dove il modo di allevare non incide negativamente sul pianeta e dove piante e animali di varie specie concorrono a mantenere la terra viva, per le generazioni future. Ho così visitato otto aziende sparse nel centro e nord Italia, ognuna con le sue caratteristiche, dovute al territorio o alla tipologia di animale allevato, ma tutte che rispondessero a questi principi. Ne è uscita una storia di speranza e passione, che ho voluto condividere... >>

Dee [ Paola Fiorini

Questo lavoro si addentra nell'ignoto, un viaggio che so proseguirà, un mondo che si sta svelandopiano. Ne ho colto i segni che mi si sono presentati, li ho riconosciuti insomma, segni cheapparentemente paiono slegati a volte opposti. Ma nella conjuncto mistica degliopposti queste nozze sono possibili.Ero partita volendo parlare di erbe officinali e della loro coltivazione; una risposta possibile eindubbiamente di minore impatto ambientale rispetto al monoteismo dei vigneti. Sono quindipassata ai riti legati al loro impiego, i riti mi hanno preso per mano e condotto in un viaggio neltempo lontano, lontanissimo alle radici della civiltà. Un viaggio tutto al femminile, sono le donnead essere da sempre le custodi dei segreti delle erbe e delle piante officinali, e sono per natura esensibilità inclini alla cura. Medichesse, streghe, sacerdotesse, dee… Il mio ritorno alla terra lo ènel sua essenza più profonda, spirituale, sacra. Concludo con una preghiera... >>

Marginal [ Stefano Parrini

Stefano Parrini parte dai suoi ricordi del casolare di famiglia oggi dismesso a Barberino val d’Elsa per affrontare la questione più ampia dell’abbandono dei terreni agricoli. La serie fotografica interpreta lo stato di assenza di questi luoghi disabitati, di questi antichi poderi nei quali è vivo l’eco pastorale delle stagioni trascorse con i capricci del tempo. Le tracce sono ancora leggibili. Come i ruderi di vecchie case, gli oliveti o i frutteti inselvatichiti, i viottoli e le siepi incolte, segni di un paesaggio in cui la vegetazione, la natura, ancora fatica a liberarsi del suo recente passato. In mezzo a tanto silenzio, nel solco di una arcaica memoria, il fascino di un richiamo quasi assoluto. La terra. >>

Maccarese - Simone Mizzotti [ Collettivo Synap(see) Guest

Simone Mizzotti nella sua ricerca si misura con una delle più grandi e storiche aziende agricole italiane. La Maccarese, una realtà che conta oltre 3.000 ettari di colture, include il più importante allevamento di vacche della penisola e conserva le cosiddette macchie mediterranee, un’area di valenza naturalistica in parte tutelata dal WWF. A tutto ciò si aggiunge un patrimonio edilizio e architettonico che ospita diversi soggetti attivi nella filiera agro-bio-alimentare. Il fotografo cremasco ha documentato in lungo e in largo questo diversificato paesaggio rurale, restituendoci la sua complessità anche in rapporto alle pressioni che su di esso insistono, come la convivenza limitrofa dell’aeroporto internazionale di Fiumicino. >>