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Fiume

Il Fiume resta
di Steve Bisson


L’acqua è indispensabile alla vita umana e per questo i fiumi sono i luoghi dove fiorirono le prime civiltà. Dall’Egitto alla Mesopotamia, dall’India alla Cina. Per millenni i corsi d’acqua hanno garantito cibo, terreni fertili, spostamenti, igiene e argilla per costruire. Un rapporto di equilibrio che tutto sommato ha retto fino al secolo precedente quando ancora era prassi fare il bagno dietro casa. 

La pressione demografica e lo sviluppo industriale hanno successivamente messo in crisi la sostenibilità di questa secolare convivenza. L’uomo moderno è allora corso ai ripari per mitigare i propri impatti ambientali o meglio per contenere i danni. Tuttavia la questione resta aperta. Il Collettivo Synap(see) pertanto ha voluto dedicare la propria campagna annuale di indagine fotografica alla definizione di fiume, per offrire una pluralità di sguardi autorali su diversi territori, sulle loro sembianze e mutazioni. 

L'Arno straripa a Firenze. Così canta la Nazione in prima pagina la mattina del 4 novembre del 1966. Sono passati 50 anni dal disastroso alluvione. Per misurare questo arco di tempo Giovanni Presutti colleziona diapositive, album ricordo, biglietti di auguri, cartoline d'epoca e altri souvenir. Questa bacheca amarcord dialoga quindi con una serie di fotografie di opere per la tutela del rischio idrogeologico che acquistano una dignità particolare, manifestando apertamente il fatto che la natura non è buona o cattiva, ma è piuttosto indifferente alle ragioni umane. Con essa ci dobbiamo misurare, sempre.

Sergio Camplone rispolvera la stagione poco conosciuta della chimica italiana a Bussi Officina, nella Valle del fiume Pescara. Qui è sepolta stando alle indagini del Corpo Forestale una "bomba ecologica", una discarica abusiva tra le più grandi d'Europa dove sono stati smaltiti illegalmente oltre centomila tonnellate di scarti di lavorazione chimiche ed industriali. Immagini di un’attualità quasi neutra e distaccata, al limite della finzione, si mescolano con visioni d'archivio e foto d'epoca generando corrispondenze inattese e cortocircuiti temporali. Il prima e il dopo non esistono. Tutto fa presente.

Antonella Monzoni compie il suo viaggio nell'area compresa tra gli argini del Secchia e del Panaro, in Emilia Romagna. In una "terra di mezzo" dove trova spazio una comunità che con i fiumi ha un legame ben sedimentato e che affiora sfogliando i ricordi famigliari. Non è un documentario bensì un diario quello che raccoglie la fotografa modenese bussando alle porte della memoria locale. Un corteggiamento paziente quasi come quello dei due fiumi, maschio e femmina dicono, che scorrono verso la foce senza toccarsi mai.

Stefano Parrini circoscrive la zona del fiume Merse salita alla cronaca per i versamenti di inquinanti derivati dalle scorie stoccate nei pozzi delle miniere presenti nella regione. In quel tratto il fiume si distingue per una colorazione color ‘mattone' - così definita dagli atti della direzione provinciale dell'ARPA Toscana - che sa di ferro, di metalli pesanti e di quell’insistente volontà dell’uomo di modificare l'ambiente allo scopo di migliorare o peggiorare la propria esistenza. Dipende dai punti di vista. Ecco allora che il pantone #1385 diventa un monito incontrovertibile, una parola d'ordine inequivocabile. 

Il Cecina è un piccolo corso d'acqua oggi minacciato, come buona parte del suo territorio, dalla strategia del "vapore dominante", la geotermia. Prima ancora però il fiume  è fonte di esistenza per molti organismi che corrono il rischio di essere dimenticati. Da qui la scelta di Andrea Buzzichelli di illustrare per immagini l'intero ciclo di vita delle rane. Con i suoi due bambini egli ne segue l’evoluzione, il meraviglioso schiudersi della vita. La graduale trasformazione da girini in minuscoli anfibi. Nei suoi scatti, nelle sue scansioni temporali, prevale lo stupore di chi ci porta a osservare la natura per ritrovare nelle nostre origini qualcosa di universale.

Paola Fiorini si muove lungo le sponde del fiume Adige dal Trentino al Veneto. Attraversando le stagioni e sfiorando la sua città, Verona. Lo fa seguendo più un criterio personale, poco razionale. Talvolta accompagnata dal marito e dalla figlia. Nel tentativo di ricongiungersi con un paesaggio a cui sente di appartenere. Un palcoscenico di emozioni. A questo danno voce le sue fotografie: allo stare al mondo, alle conseguenti necessità e ad un tempo che non smette mai di scorrere. Nemmeno quando lo stiamo a guardare.

Questi lavori fotografici ci parlano di acque, di luoghi e delle trasformazioni che in essi insistono. Se nella storia il fiume resta allora è ciò che lo circonda a cambiare. Sono gli insediamenti produttivi che ne sfruttano le risorse, le abitudini e le tradizioni della gente, i segni stratificati nel paesaggio, le condizioni di vita delle specie animali, i modi comuni di percepire e intendere lo stato dell'ambiente, fino ai bisogni più intimi di appropriarsi dello spazio. Tutto questo racconta di un noi come società. Del come siamo stati, siamo e, forse, saremo. Non c’è altra lettura.

Fragile [ Andrea Buzzichelli

Una delle più famose massime del giornalismo è : “BAD NEWS IS A GOOD NEWS” . In altre parole è più “notiziabile” un evento con conseguenze negative , che altera la routine o offre scene cruente . Per questo sono più notiziabili singoli eventi che processi sociali costanti (Mauro Wolf, teorie delle comunicazioni di massa) A sembrarci più straordinarie sono le notizie negative : Lo scoppio di una guerra, un incidente o sciagura, un disastro naturale. Sono le notizie che scatenano emozioni potenti e si stampano nella nostra memoria. Questo almeno fino ad oggi . Sono profondamente convinto che le cose dovreanno cambiare. Da sempre l' uomo è attratto dallo “straordinario” , da ciò che è fuori dalla norma , sia nell'immagine sia nella comunicazione ma, in questi ultimi anni si è sviluppato un quadro distorto della straordinarietà che ci confonde e “stordisce”.... >>

#1385 [ Stefano Parrini

Stefano Parrini circoscrive la zona del fiume Merse salita alla cronaca per i versamenti di inquinanti derivati dalle scorie stoccate nei pozzi delle miniere presenti nella regione. In quel tratto il fiume si distingue per una colorazione color "mattone" così definita dagli atti della direzione provinciale dell'ARPA Toscana - che sa di ferro, di metalli pesanti e di quell'insistente volontà dell'uomo di modificare l'ambiente allo scopo di migliorare o peggiorare la propria esistenza. Dipende dai punti di vista. Ecco allora che il pantone #1385 diventa un monito incontrovertibile, una parola d'ordine inequivocabile. >>

Terre di mezzo [ Antonella Monzoni

Terre di Mezzo, un album di famigliaTerre di Mezzo è il territorio “stretto” che ho individuato tra due fiumi, Secchia e Panaro, nella provincia di Modena, verso il Po.È una regione fertile, un grembo materno, dove da sempre Panaro-fiume maschio e Secchia-fiume femmina si muovono paralleli verso la foce, non si toccano mai, ma si corteggiano continuamente, le loro acque toccano i grandi argini e attraverso le irrigazioni e i canali si riversano nei terreni garantendo una fertilità indiscutibile.È una “zona mesopotamica” a cui è stata dedicata negli anni Trenta un monumento, una grande fontana nel centro di Modena disegnata da Giuseppe Graziosi, che mostra due figure, una femminile e una maschile, che simboleggiano rispettivamente i due fiumi i cui getti d'acqua sono orientati ognuno verso il rispettivo alveo. Chi nasce qui convive con due fiumi, ma ne ama solo uno. Quello più vicino, quello che lo riporta ai ricordi dell’infanzia... >>

E' rimasto solo il marciapiedi [ Giovanni Presutti

Giovanni Presutti in occasione del Cinquantenario dell’alluvione di Firenze del 1966 ha deciso di realizzare una campagna fotografica sul fiume Arno ambiziosa ed unica nel suo genere. Per cominciare egli procede documentando l’immaginario dell’epoca attraverso una raccolta di cartoline storiche, album amatoriali e diapositive originali, quasi a voler ridurre la distanza che lo separa da quei giorni maledetti. Come a volerne attualizzare il contesto, a porre delle basi solide da cui ragionare. Questo colorato immaginario del passato, ricco di echi, è quindi messo a confronto con un nuovo immaginario dell’oggi. Un discorso al presente che egli realizza appositamente fotografando le opere di tutela del rischio idrogeologico costruite perlopiù nei successivi 50 anni, nell’area del bacino dell’Arno. Questa intuizione lo porta a dialogare con i Consorzi di Bonifica competenti dai quali ottiene riferimenti e coordinate utili per muoversi nel territorio.... >>

Sono come il fiume che scorre [ Paola Fiorini

«PANTA REI: tutto scorre… Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuosità e della velocità del mutamento essa si disperde e si raccoglie, viene e va…» Adige.Una grande ansa racchiude in un abbraccio il cuore storico della mia città, Verona, e scorre via disegnandone altre sino alla foce.Questo lavoro fotografico è il mio tentativo di cogliere l’essenza di questo fiume, il mio fiume. L’acqua è indispensabile per la vita umana sia da un punto di vista fisiologico (nascita) ma lo è anche da un punto di vista spirituale (rinascita).Nel corso dei secoli è stata spesso associata a significati e simbologie opposti.Oltre a rendere possibile o persino creare la vita, l'acqua è anche in grado di toglierla. Da tempi immemori visto come luogo di confine tra il mondo degli spiriti e... >>

Appunti sulla chimica italiana - Sergio Camplone [ Collettivo Synap(see) Guest

Appunti sulla chimica italiana, è un lavoro che ripercorre la  stagione dell’industria chimica a Bussi Officina, in Abruzzo.
La memoria mescolata al presente crea una nostalgia disturbata che modifica leggermente il suo significato. Mescolare finzione e realtà, passato e presente, con una fotografia a tratti documentaristica, forense o di archivio, crea un nuovo tipo di storia. Una corrispondenza tra il passato e il presente. >>

Parco

Se questo è un parco

di Steve Bisson

 

Il progetto ‘Parco’ realizzato dal collettivo Synapsee, nasce con la volontà precisa di indagare la definizione stessa di parco. I parchi italiani rappresentano un arcipelago di territori, ecosistemi, paesaggi assai diversi. Come diverse sono le definizioni che il concetto di parco racchiude: parchi nazionali, regionali, riserve, zone umide, oasi, reti e aree protette. Un immaginario comune tanto ricco quanto complesso, che investe l'intera geografia della penisola, da Nord a Sud. Non solo ambiente ma abitanti, persone, centri di visita, centri di educazione e formazione, scuole e università, diritti e istituzioni. Un brulicare di aspettative e prospettive non sempre coerenti. A partire dall'estate del 2014, il collettivo ha deciso di investigare questa complessità, scegliendo di mettere a fuoco il paradigma del confine. Dove inizia e finisce un parco? Se osserviamo un parco è evidente che le relazioni che esso instaura con il territorio non si esauriscono nella sua delimitazione amministrativa. In qualche modo il futuro, o la salute di un parco, dipendono da ciò che accade dentro e fuori di esso.

 

Un primo esempio ci arriva dal lavoro ‘Oltre il confine’ di Stefano Parrini che per molti mesi ha percorso il Parco Regionale delle Alpi Apuane. L'archivio di immagini prodotto ci racconta di un'area interessata da diffusi processi di degrado, legati sia alle note attività estrattive delle cave di marmo – che divorano porzioni crescenti del territorio modificandone le qualità – sia al progressivo abbandono di molti centri abitati scarsamente appetibili ed economicamente depressi. Allo stesso tempo documenta una crescente attività turistica, spesso "foresta", attratta dalla visibilità del brand Marmo di Carrara. Tutto ciò solleva una serie di interrogativi sul significato di parco e sulla fragilità del concetto di confine. Parrini, nelle sue immagini di vette consumate dall'azione dell'uomo e immerse in una nebbia che trasmette confusione, precarietà e incertezza, ha ben interpretato i controsensi vigenti in questa realtà.

 

Allo stesso modo, nel progetto ‘Isole di plastica’ di Giovanni Presutti, il limite del Parco Nazionale Arcipelago Toscano viene posto in discussione attraverso il registro di un processo inverso. Qui è l'inquinamento di plastica, non sempre proveniente dalle correnti autoctone, a far saltare la bilancia della sostenibilità. Diversi studi e articoli hanno documentato come l'Isola d'Elba presenti concentrazioni, nelle limitrofe acque marine, di particelle fini di plastica ben superiori alla media. Il dato mette a nudo difficili questioni di gestione e responsabilità ambientale. Nel giustapporre immagini di oggetti di plastica raccolti sulle spiagge con visioni oniriche sulla bellezza dell'isola, Presutti ci invita a riflettere su possibili e contrastanti direzioni. Lo stesso titolo della serie, se da un lato richiama la debolezza plurale dell'arcipelago – ovvero il rischio che “l'effetto Elba” si ripresenti sulle altre isole – dall'altro punta l'accento su un fenomeno la cui portata ambientale esula da qualsiasi confine di competenza.

 

Altrettanto pungente è la serie 'Erto = Ripido' di Paola Fiorini, realizzata nell'ambito del Parco Naturale Dolomiti Friulane e, in particolare, nei pressi di Erto e della valle del Vajont, teatro di uno tra i peggiori disastri ambientali della storia. La fotografa veronese, ridando vita alla memoria di questi luoghi, ha scelto di accompagnare per dieci giorni un gruppo scout nelle loro tradizionali attività di campo estivo. I suoi ritratti sembrano voler cogliere di questi giovani "into the wild" un bisogno di natura sincero. Il loro sguardo appare distaccato, a sfidare ciò che è adulto, comprese le illusioni promesse nei depliant, nelle tariffe dei proprietari dei campi e negli orari di visita alla diga e ciò che la natura non ha ancora spazzato via.

 

La campagna fotografica condotta a più riprese da Antonella Monzoni nel vasto Delta del Po ci porta a scoprire un territorio suddiviso in due, non dal fiume bensì da due parchi regionali, veneto ed emiliano. La fotografa modenese ha scelto di lavorare nella sua regione di appartenenza, prendendo alla lettera la definizione di parco e suggellando così ogni desiderio di sconfinamento. Il suo viaggio la porta a incontrare le tante attività e persone che danno forma quotidianamente al paesaggio. L'agricoltura, la pesca, il sale. Qui l'azione umana è ormai congenita all'ambiente, e da secoli ne plasma il carattere. Qui non è semplice vivere, per conoscere il fiume bisogna saper conviverci. Qui, come in una salina, le persone hanno imparato a muoversi nei delicati equilibri della natura. Come ben ci racconta Monzoni nelle sue note personali, «più che un'area protetta è una zona pretesa». Le sue fotografie illustrano quanto la vita di un parco sia connaturata alla presenza dell'uomo e, conseguentemente, quanto sia labile anche il confine della definizione stessa di parco, che resta pur sempre un'invenzione umana.

 

In modo sottile, sul filo dell'emozione, Emanuela De Luca lavora sul Parco Regionale del Partenio. In questa visione incantata, quasi mitologica e volutamente senza tempo, sono incisi dei numeri. Le tracce di una presenza umana ineludibile. Segni che più di tante immagini testimoniano un rapporto che resta immaginario, quanto i confini che la fotografa campana fa correre sui profili montuosi del Partenio per racchiudere un paesaggio interiore, prima che un ampio territorio poco conosciuto, quello dei suoi Comuni e dei suoi abitanti. De Luca gioca con la percezione di chi guarda, invitando lo sguardo a volare alto per poi tornare a terra. A casa, o come lei stessa descrive «nella verde Irpinia, terra di lupi, monti, memorie di briganti ed antichi paesini». E in questo ritorno all'infanzia, a un'età incontaminata, giace il richiamo della foresta, Madre Natura le cui braccia sono il vero confine.

 

Cos'è un parco? I suoi confini coincidono con la nostra percezione? Andrea Buzzichelli, dopo alcuni sopralluoghi svolti attorno al visibile del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, ha scelto di estendere il suo sguardo, e di conseguenza il suo confine, a ciò che normalmente è proibito alla vista. Per rappresentare questo concetto Buzzichelli ha elaborato un archivio di immagini prodotte mediante le foto trappole dalla locale Guardia Forestale. Il risultato è una sorprendente visione notturna degli “abitanti animali” del Parco. Uno spaccato vivace che più di tutto rileva, come ben scrive il fotografo toscano, «un senso di potenza intrusiva in un mondo che altrimenti non sarebbe svelato, e una sorta di fascino “voyeuristico” verso la natura stessa». E in questo tentativo di fare luce in ciò che ci è oscuro, in questo espandere i nostri confini, è riassunto il discorso scientifico dell'uomo che costringe la natura in riserve negando così la propria.

 

È trascorso un anno di ricerca nei parchi. Queste sono solo alcune delle considerazioni che si possono trarre dai tanti materiali prodotti e scartati durante i mesi di lavoro, compresi gli appunti scritti e le note condivise. Tutto contribuisce a documentare una metodologia di studio sul territorio e a determinare, attraverso l’immagine, il possibile contributo alla società del guardare consapevole.

 

16 ottobre 2015

 

Scarica il pdf del lavoro "Parco"

Erto=Ripido [ Paola Fiorini

Che significato ha la definizione di Parco naturale oggi?
Un’area naturale protetta, che ha la funzione di mantenere l’equilibrio ambientale di un determinato luogo. Una porzione di territorio quindi, una zona circoscritta e ben delimitata ove i confini talvolta divengono invisibili.
Per la mia indagine ho immaginato sin da subito una ricerca orientata sulle persone che ci lavorano o li frequentano, volevo avere una visione del parco attraverso i loro occhi e le loro esperienze. Nell’estate del 2014 mi si è presentata casualmente l’opportunità di seguire un gruppo scout nel loro campo estivo svoltosi nelle vicinanze di Erto/Valle del Vajont, tristemente nota per il disastro del 1963.
Ho pensato che quella poteva essere l’occasione giusta per indagare i confini e i “limiti” di un parco, di fatto gli scout a mio avviso sono una forma di turismo diversa, non immediata e quindi molto più interessante.
Queste... >>

Partenio [ Emanuela De Luca

Durante questo lavoromi sono sentita come un viaggiatore senza meta; ed è certo che ancora non l’abbia trovata…Il Parco Regionale del Partenio, 14.870,34 ettari di territorio con una popolazione di 104.481 abitanti,si estende nella parte appenninica della Campania, nella verde Irpinia, terra di lupi, monti, memorie di briganti ed antichi paesini, in cui il tempo sembra quasi essersi fermato. Il Parco è delimitato dal circuito di strade che collegano i 22 Comuni dislocati all'interno dell’area protetta, rendendo percepibili i confini almeno visivamente. Tuttavia, esso non svanisce lì dove c'è l'agglomerato rurale ma uomo e natura riescono a convivere pacificamente, creando un insieme caratteristico di pieni e di vuoti; una tensione dialettica continua tra centri abitati, a loro modo caotici, ed altopiani panoramici e monti imponenti, del tutto estranei ai ritmi frenetici dell’uomo.Se è vero che  un paesaggio è uno stato... >>

Inhabitants [ Andrea Buzzichelli

Questa serie di immagini nasce da un lavoro nel Parco Nazionale Foreste Casentinesi in Toscana, Italia. A partire da materiali di archivio, realizzati dalla Guardia Forestale e dall' associazione Canilupus per il monitoraggio della fauna selvatica, Andrea Buzzichelli costruisce un proprio inventario estetico. Le immagini per nulla descrittive catapultano l'osservatore in una sorta di immaginario proibito, avvicinandolo al lato nascosto e oscuro della natura del parco. Esse rilevano così un senso di potenza intrusiva in un mondo che altrimenti non sarebbe svelato, e una sorta di fascino “voyeuristico” verso la natura stessa. Sono immagini che non hanno tempo. Prive di riferimenti esse non vogliono parlare di ciò che si vede bensì di ciò che si sente. E in questa prospettiva esse rivelano la propria cifra artistica, costituendo allo stesso modo un omaggio al lavoro pioniere del fotografo naturalista George Shiras III. Leggi il diario... >>

Beyond the Border [ Stefano Parrini

Quando ho deciso di fare un lavoro sui parchi e le aree potette mi sono venuti subito in mente alcuni aspetti che non avevo mai preso in considerazione, eppure sono stato tante volte a fare delle visite all’interno di alcun di queste aree; ma sempre con intenti prettamente turistici. La prima domanda che mi sono posto è forse la più importante: perchè abbiamo bisogno di creare queste aree protette? Forse perchè l’ambiente naturale normalmente viene distrutto? Quindi i confini dovrebbero essere netti e percepibili e far vedere la differenza tra il territorio protetto e quello non protetto? Da qui altre domande su cosa siano veramente i confini di un parco e su quello che si può fare e non fare all’interno di queste zone. Per questi dubbi quando ho pensato a quale parco indagare ne ho cercato uno che avesse ben evidenti alcuni aspetti critici che si ricollegavano in senso stretto alle mie domande. Senza andare tanto lontano, in Toscana il Parco... >>

Isole di plastica [ Giovanni Presutti

L’Isola si trova in Italia, in Toscana, ed è un parco nazionale, ma potrebbe esser ovunque. Rappresenta la sintesi del nostro rapporto con l’ambiente che ci circonda e in particolar modo col mare. Il “mare nostrum” è pieno di plastica. L’inquinamento in questa zona, forse per le sfavorevoli correnti, da analisi effettuate recentemente raggiunge gli 892.000 microframmenti di plastica per chilometro quadrato, e la realtà a terra non è da meno. Le spiagge, la vegetazione, i boschi sono troppo spesso trattati come discariche. A fronte di panorami di una bellezza incomparabile troviamo inseriti come parassiti i nostri scarti, i segni del nostro passaggio, del degrado della nostra società contemporanea che nulla rispetta pur di consumare.  Leggi il diario dell'autore sul progetto.  >>

Delta [ Antonella Monzoni

Il Parco Regionale del Delta del Po dell'Emilia-Romagna è una vasta area in cui il denominatore comune è l’equilibrio tra acqua, sabbia e sale, la cui convivenza ha sviluppato e determinato nel corso dei secoli tutte le attività dell’uomo legate alla pesca, all'agricoltura, alla tradizione, all’arte.Da giugno 2015 questo territorio è stato riconosciuto dall'Unesco "Riserva della Biosfera", ma il Delta più che un'area protetta è una zona "pretesa", pretesa dall’uomo che vuole viverci e lavorarci e che rivendica quotidianamente il suo operato. L’uomo rispetta il Delta, lo teme e lo ama, ed esegue quotidianamente gli stessi rituali, necessari per vivere in questo territorio, come coltivare su terreni sabbiosi e di acqua salmastra, e controllare puntualmente la salinità dell’acqua per irrigare senza danneggiare le coltivazioni. L'agricoltura è fiorente: grano, mais, barbabietole,... >>

Golfo di Baratti

“Golfo di Baratti. Le relazioni tra l’uomo contemporaneo e il proprio spazio” è un progetto commissionato dall’Associazione culturale B.A.CO. (Baratti Architettura e Arte COntemporanea), che intende valorizzare il patrimonio culturale e del paesaggio dell’area di Baratti-Populonia, in Toscana.
La bellezza dei luoghi, il mare, la pineta, i resti archeologici, la storia legata al ferro dal tempo degli Etruschi e le architetture di Vittorio Giorgini (1926-2010) sono stati l’oggetto privilegiato dello sguardo del Collettivo Synap(see) che ha indagato le relazioni tra una comunità ed il suo spazio, un luogo d’eccellenza colmo di storia e di suggestioni.

Sediments [ Stefano Parrini

E' stato realizzato da Stefano Parrini nell’ambito della ricerca del collettivo Synap(see) sul Golfo di Baratti e l’opera dell’architetto Vittorio Giorgini, commissionato da BACO (Baratti Architettura e arte COntemporanea) Archivio Vittorio Giorgini - Giugno 2014 >>

Supernatural [ Andrea Buzzichelli

Caricavamo la la mitica Simca 1308 e via.Baratti era per me un sogno. >>

In un filo d'erba [ Emanuela De Luca

Io sto’ in un filo d’erba e laggiù in fondo - con le mie vertigini - guardo le formiche ed odo il rombo intorno dei mosconi. Uomini di mondo e di comando Uomini dell’industria capitani Uomini della politica Uomini di chiesa Gli alberi e le pietre vivono più di voi, l’acqua di sorgente conosce piante, pietre e fango la luce del sole i lievi riflessi lunari le corse folli il lento andare i salti capricciosi le attese silenziose e tutto porta con se e poi si dissolve ed in varie forme guarda dall’alto dove tornerà a dar vita guarda e sceglie e si getta sulla terra o vi scende librandosi leggera e la ripenetra ed ancora conosce – ritrova – ama – prende – dà – Uomini di mondo e di comando – Venite – Io sto’ in un filo d’erba – con le mie vertigini - Vittorio Giorgini (1968) >>

DOutDES [ Paola Fiorini

Baratti è il mare con i pensieri che riemergono e le ferite che bruciano. Baratti è la parola che ci siamo dette pesante come la roccia nera che punteggia questa baia. Baratti è il luogo e l'occasione di raccontare il rapporto con mia figlia. Baratti è scambio e promesse. >>

Ferro [ Antonella Monzoni

Ho cercato di comprendere perchè la sabbia a Baratti è nera... ed ho scoperto, complice un libro acquistato prima di partire, che a Baratti vi era una miniera. Una storia che trovo affascinante. Gli Etruschi lavorarono le scorie di ferro provenienti dall’Isola d’Elba per la loro sussistenza e le guerre. Scomparvero e lasciarono depositate nei terreni adiacenti e sulle spiagge del golfo di Baratti oltre un milione di tonnellate di scorie ferrose che restarono incredibilmente immobili per più di venti secoli, fino al 1915, quando si iniziò a lavorarle industrialmente. A Baratti ho fatto incontri importanti, dei veri “doni”, dall’autore del libro che mi ero portata, il geologo Carlo Pistolesi, agli ultimi due lavoratori in vita della miniera, ai membri dell’Associazione Culturale BA.Co. senza i quali questa esperienza non avrebbe potuto esistere. Persone meravigliose che hanno avuto fiducia in me e mi hanno permesso di tessere un... >>

I pesci possono volare [ Sara Munari

I viaggi migliori sono quelli in cui scopri una cosa mai vista. ">Io ho visto la nebbia al mare, una nebbia fitta, senza possibilità I suoni nella nebbia si attutiscono, forse la gente smette di parlare di fronte ad un evento tanto inatteso. Per quindici minuti tutto prende il suono del silenzio, il cielo ed il mare si uniscono e i pesci confusi, volano tra le nuvole basse. Tutto rallenta, si ferma. Ho visto qualcuno sospeso, che non voleva più scendere a terra. >>

Mezza Estate [ Graziano Panfili

Se l'ombre nostre v’han dato offesa, Voi fate conto v’abbian colto Queste visioni cosi’ a sorpresa, Mentr’erravate in preda al sonno; In lieve sonno sopiti, ed era Ogni visione vaga chimera. >>

Obscura [ Giovanni Presutti

Casa Esagono e Casa Saldarini, i due edifici progettati dall’architetto Vittorio Giorgini ormai più di 50 anni fa a Baratti, al momento della costruzione erano ben visibili sia da terra che dal mare, ergendosi al di sopra delle piante che stavano loro intorno.Oggi il contesto in cui sono poste ha preso il sopravvento, la vegetazione sviluppatasi negli anni ne nasconde la visibilità, come se in qualche modo la natura avesse sentito così affini le due costruzioni da volersene appropriare. Man mano che ci si avvicina si avverte un'oscura relazione con questo luogo.Trovandomi immerso nella fitta boscaglia ho sentito che la mia ricerca non poteva prescindere da questo aspetto.“Al lupicanto! Incanto! Puttana miseria, che architettura lupicantica!”, queste le parole di Emilio Villa, nel 1968 commentando Casa “Balena”, ma sarebbero potute essere le mie oggi.   >>

Correspondances - Giuseppe Chiantera [ Open Synap(see)

Giuseppe Chiantera - Portfolio vincitrice 2 SELEZIONE “OPEN SYNAP(SEE)” EDIZIONE 2013  CorrespondancesLa Natura è un tempio dove colonne viventi talvolta lasciano uscire confuse parole l’uomo vi passa attraverso foreste di simboli che l’osservano con sguardi familiari. >>

Caos

 Il caos come interpretazione interiore e come visione del mondo esterno, il CAOS in tutte le sue accezioni.


Questo è il terzo progetto del collettivo Synap(see), a cui si aggiungono i lavori  dei fotografi selezionati dal secondo bando Open Synap(see).

 

di Padre in figlio [ Graziano Panfili

Non fraintendermi io sarò sempre in fondo qui mi troverai in ogni momento per difenderti anche sapendo che imparerai comincerai molto prima del tempo e mi stupirai ogni piccolo passo ogni dubbio che avrai mi ferirai mi cambierai ma senza renderti conto e qualche volta mi mentirai ma sarà sempre accanto dovunque sarai e non saprai non capirai che vivo per questo per questo soltanto... sarai di più di me, di noi sei tu, non io quello che sta crescendo non offenderti se dovrò sgridarti un po’ se sbaglierò e sbaglierò parecchio non nasconderti quando tu dovrai dire di no imparerai comincerai molto prima del tempo e poi e poi e poi e poi t’innamorerai e non dire che è presto perché non lo sai e vedrai sbaglierai, e poi sbaglierai parecchio ma in un caso o nell’altro... sarai di più di me, di noi sei tu, non io quello che sta crescendo. (D. Silvestri) >>

Earth Quake - Heart Quake [ Antonella Monzoni

Una forte scossa di terremoto, un'incredibile botta terrena ed emotiva.Le fondamenta hanno vacillato.La vita ha perso equilibrio.L'Emilia ha tremato, le case e le chiese sono crollate, le fabbriche si sono sfaldate, persone sono morte.Quella mattina Maria è uscita scappando da casa e ha salvato una sola cosa, una lettera che scritta dal suo grande amore, l'amore che potrebbe tornare, anche se un giorno se ne era andato, incomprensibilmente.Maria ha paura, le scosse continuano da oltre dodici mesi e lo spazio in cui si sentiva più protetta sembra tradirla.La sua casa ha cercato di ucciderla e non riesce a perdonarla. >>

Vajont [ Daniele Lira

Vajont 9 ottobre 1963. Ore 22.39. Una frana colossale – 263 milioni di metri cubi di terra e roccia – si stacca dal versante del Monte Toc e precipita, a più di 90 chilometri all’ora, nel lago artificiale che copre la valle del Vajont, tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, provocando un’ondata d’acqua di 50 milioni di metri cubi, alta 250 metri. L’onda, con un’energia valutata pari a due volte quella della bomba di Hiroshima, travolge gli abitati sulle sponde del bacino e nella sottostante vallata del Piave, annienta cinque paesi e uccide quasi duemila persone, di cui 487 bambini. A cinquant'anni di distanza, “Vajont” vuole essere un omaggio alle tante vittime, oltre ad una riflessione fotografica su quanto lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano denuncia: “Il ricordo delle quasi duemila vittime e della devastazione di un territorio stravolto nel suo assetto naturale e sociale induce a ribadire che quell'evento... >>

De Plì en Plì [ Emanuela De Luca

La Piega è la rappresentazione metafisica del Caos.Il mondo è la totalità degli eventi. Un evento è ciò che accade. Gli eventi si dispongono in serie. La serie disegna la linea o la piega degli eventi. La piega ruota sempre attorno a un punto. Il punto di rotazione è il punto di vista sulla piega. Ogni piega dà vita a un punto di vista universale. Non esiste un centro. Il mondo non esiste. La piega è un congedo da ciò che un tempo chiamavamo il Mondo, l'Universo, il Cosmo, la natura, il Creato......(G. Deleuze, Pourparler, Minuit, Paris, 1990) >>

| PLACE | PLANNER | PROJECT | [ Sara Munari

Camminando nelle diverse città e nei paesi in Israele e Palestina, potete entrare in universi completamente diversi tra loro a distanza di pochi passi.In nessun altro posto al mondo ho visto una popolazione tanto variegata e messaggera delle proprie tradizioni, nell’arco di così poco spazio.Ognuno di questi microcosmi culturali costituisce un’esperienza di vita completamente diversa.Proprio sulla definizione dello spazio si è concentrata la mia ricerca fotografica. Non sono in grado e non sono voluta entrare nel merito politico e religioso. La mia è solo una considerazione sugli spazi vitali di ogni singola persona.Lo spazio vitale è lo spazio solitamente simbolico, entro il quale la persona vive la sua vita, sceglie come comportarsi e quali scelte fare. Tutto ciò che riguarda la sua identità si rivolge all’interno di questo spazio.Lo spazio vitale è il confine da non oltrepassare per evitare di invadere la libertà... >>

Hipsta.Nothing [ Giovanni Presutti

“ Déjà – vu o Estetica del momento qualsiasi "Una foto non scattata è un ricordo che non c’è" George Eastman 380 bilioni di scatti. 380 milioni di immagini caricate su Facebook ogni giorno. 4 miliardi di fotografie uploadate su Istagram a Luglio 2012. Scatto, registro, condivido. Ogni cosa del mondo reale è un soggetto potenziale. Lo scatto costituisce l’equivalente meccanico con cui l’uomo realizza e cattura la sua identità. Autoaffermazione e controllo. Leggere una fotografia significa inevitabilmente leggere nella mente e nell’ego del suo autore, percepire la registrazione visiva di come gli appariva il mondo al momento dello scatto. In questa società liquida di fotografia democratica l’immagine muta in elemento di viralità sociale. La storia privata è una storia plurale. E in quest’orgia di visioni e condivisioni i tuoi ricordi diventano i miei, e mi ritrovo... >>

Home [ Stefano Parrini

Home consiste in una serie di stampe che vanno ad inserirsi nei meandri più intimi dello spazio quasi fossero oblò di una nave, obiettivi di un telescopio che gettano luce su un universo altro. Sono pianeti, nebulose, costellazioni minuziosamente codificate da coordinate casalinghe e quotidiane. Il risultato tangibile della stratificazione della polvere è l’unione di punti in un firmamento luminoso e pulsante. Un cosmo concentrato dunque, un microcosmo che è riflesso del macro che ci contiene, che è poi casa di tutti.Non solo cieli, ma anche paesaggi lunari, panorami terrestri accompagnano questo universo. Sono deserti, montagne, distese rocciose fatte con carta millimetrata o con buste di nylon accartocciate, fotografate in digitale e ancora una volta postprodotte stratificandovi alcune delle pellicole polverose usate anche per le costellazioni: sono sguardi, viste di superfici planetarie create in casa, ancora una volta. >>

Chiedi alla polvere - Giuseppe Chiantera [ Open Synap(see)

Giuseppe Chiantera - Portfolio vincitrice 2 SELEZIONE “OPEN SYNAP(SEE)” EDIZIONE 2013 Chiedi alla Polvere “ Così l'ho intitolato Chiedi alla polvere, perché in quelle strade c'è la polvere, ed è unapolvere da cui non cresce nulla, una frenetica ricerca di un riparo, la furia cieca di un popoloperso e senza speranza alle prese con la ricerca affannosa di una pace che non potrà mairaggiungere.” John FanteSotto la coltre velenosa di polvere tossica depositata dallo stabilimento dell’ILVA che sembrasvuotare la città e ammutolire gli abitanti di Taranto, si agita il bollore del caos, l’urlo disattesodei miticoltori e degli allevatori costretti ad abbattere il bestiame, dei cittadini e dei lavoratoricostretti sotto il peso del ricatto del lavoro e del ricatto della salute, l’urlo rabbioso di una cittàe di una comunità che vuole squarciare il silenzioso e quotidiano velo tossico istituzionale... >>

I before myself - Maša Lancner [ Open Synap(see)

Maša  Lancner  - Portfolio menzionato 2 SELEZIONE “OPEN SYNAP(SEE)” EDIZIONE 2013“I before myself” is an autobiographical piece of work dedicated to the period when I was nothere  yet,  but  I  was  present  –  as  a  foetus  of  the  mother’s  body.  This  is  continuous  innerstruggle with question “Who am I?.” The title and the unfocused  images reflect the chaoticemotions and feelings of the period before I was born. Of course, I do not remember that time,but I know it from the stories of the others. Part of images presents staged portraits and evenone self-portrait. That is important for proper development of the story. Other photos reflectevents  that  happened  during  the  time  I  was  in  the  womb.  The  whole  story  is  about  theconnection of two levels; ... >>

Il mio caos immobile - Michele De Punzio [ Open Synap(see)

Michele De Punzio  - Portfolio menzionato 2 SELEZIONE “OPEN SYNAP(SEE)” EDIZIONE 2013Il mio caos immobileEd io resto immobile, osservatore del caos che miruota attorno; voi come satelliti girate in un motoperpetuo mandando in tilt le orbite dei miei occhi.Vi perdo, e in me rimane soltanto una scia . Le miegambe non riescono a sradicarsi da terra, mentreviaggiate nella notte. Ed io resto qui, immobileosservatore delle vostre vite lontane.BIOGRAFIA:Nasce ad Anagni il 26 febbraio 1986. Inizia la suacarriera artistica come musicista (voce e chitarra)a 15 anni, poi prosegue come studente dicinematografia presso la facoltà di letteraturamusica e spettacolo. Sarà proprio la musica adonargli l'apertura mentale e la propensioneall'arte, allargando notevolmente i suoi orizzonti.Il cinema plasmerà quello che poi sarà il suo mododi essere e di approcciare la quotidianità dellavita: l'esaminare fotogramma per fotogramma ciò chenon tutti riescono... >>

Un'altra Vita

In  ogni  forza  vitale  è  insita  una  ciclicità  che  perpetua  la  vita  stessa  ma  anche  una possibilità  di  cambiamento. 

Desiderio,  responsabilità,  inconscio, reazione  sono  solo  alcuni strumenti  per  indagare,  attraverso  un  reportage  o  una  ricerca  personale,  le molteplici possibilità  di cambiamento presenti in “un’ altra vita”. Questo è il secondo progetto del collettivo Synap(see), a cui si aggiungono i lavori  dei fotografi selezionati dal primo bando Open Synap(see).

Lampedusa direzione Nord [ Daniele Lira

Il lavoro prende in considerazione la nuova vita possibile qui in Italia per i rifugiati africani. Si tratta diragazzi che hanno chiesto asilo dopo essere sbarcati a Lampedusa un anno e mezzo fa, scappatiletteralmente dalla Libia mentre in quel paese imperversava la guerra. Queste immagini rappresentanoil tentativo di raccontare il civile processo di integrazione che sta avvenendo in Trentino e che dovrebbeportare ad una pacifica e proficua connivenza con il nostro mondo. >>

Oblio [ Emanuela De Luca

Oltre il tempo e lo spazio esiste un mondo sospeso, una dimensione metafisica, in cui sono custodite le idee. La realtà in cui viviamo non è altro che uno sbiadito riflesso di questo luogo perfetto teorizzato da Platone. E' l'Iperuranio, uno spazio oltre la volta celeste, dove il filosofo colloca la conoscenza suprema accessibile all'uomo solo durante il trapasso tra una vita e l'altra. Dopo la morte, secondo questa dottrina, l'anima attraversa il mondo delle idee contemplandone il contenuto e acquisendo una conoscenza innata. Tuttavia, tale conoscenza resta sospesa nei meandri più oscuri della nostra memoria e solo pochissimi eletti, durante la vita terrena, hanno la capacità di ricordarne parte. Partendo da questa teoria, e dal presupposto che ogni oggetto terreno non è altro che un'imitazione dell'idea dell'oggetto sospeso nell'Iperuranio, Oblio ne è la rappresentazione fotografica. Ogni immagine prende forma da questo concetto. Gli oggetti... >>

Hello Dolly! [ Giovanni Presutti

 La cementificazione del territorio sta consumando una quota sempre maggiore di superficie agricola. Le nostre periferie sono ormai delle città cloni in cui centri commerciali, multisale, capannoni industriali, parcheggi e alloggi popolari si susseguono senza soluzione di continuità erodendo sempre più lo spazio vitale dal quale deriva il nostro sostentamento. In un futuro prossimo Dolly, una bambola di dimensioni umane unica sopravvissuta, vaga in uno scenario di degrado che ha ridotto la Terra ad un cumulo di edifici vuoti e dismessi. La protagonista ha una rilevanza metafisica ispirata ai manichini antropomorfi di De Chirico. E' una forma vuota, un contenitore senza anima di immagini, ricordi e sensazioni vagamente umane; è la proiezione intellettuale dell'uomo. Le sue forme plastiche anonime rendono ancor più forte il senso di perdita dell'umanità, divenendo simbolo di un'era vuota e consumista. Suggestioni cinematografiche e letterarie... >>

Imaginary World [ Andrea Buzzichelli

L'occhio umano non può cogliere la realtà oggettiva, non vede le cose come sono, ma è sottoposto all'arbitrio dell'essere pensante, e al suo stato emotivo. Per questa ragione ogni visione del mondo è parziale e in qualche modo distorta. Utilizzo la fotografia per tentare di andare oltre, o quantomeno per coinvolgere lo spettatore “illuso” di assistere all'unica realtà, in un gioco al confronto con verità non necessariamente più profonde ma sicuramente “altre”. C'è sempre qualcosa che sfugge allo sguardo, una certezza che viene meno se la nostra osservazione si prolunga, quasi un intero mondo parallelo che si manifesta e stupisce. A noi la scelta di considerarlo immaginario o al contrario (o proprio in virtù di questo) estremamente reale.  "Non vediamo le cose come sono, le vediamo come siamo" Anais Nin >>

Volevo essere Mina [ Antonella Monzoni

Una notte, mentre si stava divertendo in discoteca, un amico gli propone di cantare al karaoke una canzone di Mina. Applauditissimo, gli si apre un mondo. Un mondo di musica e spettacolo, di abiti e trucchi femminili, di regina dell’immagine, di drag queen.Un’altra vita. >>

In Progress [ Stefano Parrini

Vista dall’alto, attraverso uno strumento moderno come google earth, il nostro pianeta mostra chiaramente il volto dell’opera dell’uomo e dei cambiamenti climatici che porteranno le generazioni future a doversi adattare ad una vita diversa. In progress ci mostra la capacità del progresso di allontanarci volutamente dagli avvenimenti, come nel caso della tragedia amazzonica. Un disastro, la morte delle foreste e degli animali, il dolore e il pericolo si trasformano in fasci di linee e forme indifferenti. In un certo senso questa serie di fotografie è una cronaca diretta dai territori dove la realtà si intreccia con la virtualità e perde il potere di eccitare le emozioni acute e profonde. Qui il progresso risolve in miniatura il suo piu importante compito che è quello di liberarсi dal disagio. Il progresso anestetizza le anime che dovrebbero dolere per custodire la vita. In Progress è un progetto composto da 80 polaroid suddivise... >>

Vite parallele [ Paola Fiorini

Un’altra vita è possibile tutte le volte che ci si ferma a riflettere quale strada percorrere, tutte le volte che ci si trova di fronte ad un bivio, tutte le volte che la scelta comporta necessariamente un cambiamento della trama della tua storia, dei personaggi che incontrerai, e del “the end” della tua vita. E’ un lavoro che è svolto in macchina e nell’altra metà del giorno quando cala il buio, il microcosmo mentale dove per svariate volte mi sono trovata a riflettere su situazioni fondamentali della mia vita; la macchina è la metafora del tempo che scorre e della vita stessa, è un lavoro concettuale e allo stesso tempo casuale, come lo sono tutta quella serie di eventi che in qualche modo hanno influenzato le nostre scelte.  “ Vi sono dicono cento miliardi di galassie tocco l’infinito con le mani aggiungo stella a stella sbucherò da qualche parte, sono sicuro, vivremo per l’eternità.... >>

Noi contrabbandieri di teatri [ Francesco Comello

Come fossimo alla prima del nostro spettacolo partimmo lievi e decisi, legittimati dal nostro stesso agire.Eccolo, un altro teatro, un altro confine immaginario da violare, un’altra lotta da condividere. E la nostra rivoluzione è fatta di scope, pale, stracci e sudore per ridare nuova vita e dignità a questo piccolo teatro da troppo tempo abbandonato. Ogni luogo, per quanto bellissimo, se vuoto, è un luogo morto. Solo se attraversato dai corpi, dai saperi, dalle relazioni e dalle passioni recupera il valore politico e civile di bene comune. Il Ricreatorio Marinoni è un meraviglioso teatrino liberty a pochi passi dal mare sulla spiaggia del Lido di Venezia, da anni in condizioni di degrado assoluto. Il teatro è sito all’interno di una zona che presto verrà coinvolta nell’ennesima operazione speculativa da parte di danarosi che promettono lavoro e opportunità di rilancio di un’isola dimenticata. >>

I delfini dormono con gli occhi aperti - Sara Munari [ Open Synap(see)

Sara Munari - Portfolio vincitrice 1 SELEZIONE “OPEN SYNAP(SEE)” EDIZIONE 2012 Gli zoo sono nati con intento divulgativo, per conoscere e capire razze animali altrimenti irraggiungibili. Mi chiedo oggi che senso abbia la vita di un animale, che nasce , cresce e muore in una gabbia dai confini stabiliti. Strana forma di intrattenimento per l’uomo o sottile pretesa di superiorità? Qualunque sia la motivazione sicuramente non giustifica l’esistenza di questi luoghi dove non si insegna altro che a disertare dalla compassione che ci rende esseri umani. Ogni giorno attraverso media e pubblicità veniamo alimentati da emozioni fittizie che svolgono la loro funzione purificatoria dando soluzione e completamento alle nostre vite reali, ma le regole del gioco sono comprese ed accolte da attori e spettatori: si tratta di finzione. Per nessuno di questi animali lo spettacolo finirà mai; sotto gli occhi distratti di chi cammina attraverso le gabbie di... >>

Cheap Nature - Fabio Domenicali [ Open Synap(see)

Fabio Domenicali - Portfolio menzionato 1 SELEZIONE “OPEN SYNAP(SEE)” EDIZIONE 2012 Le fotografie sono state realizzate in alcune aree ancora integre e selvagge nella zona che va tra i lidi ravennati e quelli ferraresi. Qui un sempre crescente numero di persone, spesso famiglie, occupano abusivamente con tende, roulotte e camper aree tra la pineta e la spiaggia libera per concedersi una vacanza a costo zero a stretto contatto con la natura. Ciò che principalmente colpisce sono la volontà di adattamento e la capacità di privarsi di tutte quelle comodità che ai più sembrano irrinunciabili. Questo fenomeno risveglia in me particolari ricordi di quando, da bambino con i miei genitori prima, da ragazzo con gli amici poi, praticavo campeggio libero in assoluta libertà. Negli ultimi anni sempre più persone mosse dalla voglia di ritrovare un più stretto rapporto con la natura o spinte dalla crisi, stanno alimentando... >>

Personal - Daniela Bazzani [ Open Synap(see)

Daniela Bazzani - Portfolio menzionato 1 SELEZIONE “OPEN  SYNAP(SEE)”  EDIZIONE 2012 Una fotografia documentaria è una prova visiva dell'esistenza di qualcosa di significativo per il fotografo. Una traccia che diventa automaticamente una prova storica o scientifica, ma che inevitabilmente riflette le priorità che il fotografo aveva nel momento in cui l'ha prodotta. Fotografiamo le cose che noi stessi riconosciamo come importanti, ed è impossibile evitare che le nostre scelte siano influenzate dalle nostre radici culturali. Queste fotografie sono le mie impronte e le mie briciole sulla strada, per non perdermi, per ritrovare il sentiero. E poi, all'improvviso, queste tracce diventano ricordi. Scatto quello che mi piace, racconto il mio mondo, le mie emozioni, i piccoli orrori della vita quotidiana e trasformo quello che vedo in quello che sento. Bio Classe 1972, vivo e lavoro in provincia di Modena. Mi sono avvicinata alla fotografia quasi... >>

Terra Nostra

Terra Nostra è il primo progetto del Collettivo e vuole offrire uno spaccato della situazione Ambientale Italiana su alcuni aspetti che trovano interesse, di riflesso, anche oltre confine quali l'inquinamento atmosferico, l'utilizzo delle energie rinnovabili, l'eccessiva mercificazione del territorio, la pratica della caccia femminile.

Land Market [ Stefano Parrini

Vincitore dell’edizione 2011 del SI FEST tenutasi a Savignano sul Rubicone, Land Market di Stefano Parrini analizza il rapporto ormai contorto tra globalizzazione e sfruttamento delle risorse naturali attraverso una serie di fotografie tragico-ironiche ispirate alla land art. Fil rouge della sottile critica del fotografo è un carrello della spesa inserito in un ambiente naturale come un’installazione simbolodell’intervento freddo e costante dell’uomo. >>

Eolo [ Giovanni Presutti

Estratto del progetto, l'intero lavoro composto da 45 fotografie sara' presto acquistabile nell'omonimo ebook (editore emuse) cliccando sul link sottostantewww.emusebooks.comL'Italia è oggi il terzo produttore europeo di energia eolica, nonostante questa rappresenti solo il due per cento dell’energia complessivamente generata nel nostro paese. L'impatto globale che gli impianti hanno sul territorio non è quindi indifferente ed è tuttora la principale causa delle resistenze alla sua diffusione. Ho svolto quindi la mia ricerca ponendo al centro dello sguardo il rapporto tra gli impianti del nostro paese, posti prevalentemente al sud e da me visitati in maniera capillare, e l’ambiente circostante, non solo dal punto di vista paesaggistico, ma anche da quello della relazione con l’uomo e la sua quotidianità.Lavoro vincitore della undicesima edizione ( 2011 ) del premio Memorial Mario Giacomelli con la seguente motivazione:Per aver scelto... >>

Fango [ Daniele Lira

Campolongo di Baselga di Piné (Trento).15 agosto 2010. Ore 03.30.Dopo due giorni di pioggia incessante, nella notte di ferragosto, duecentomila metri cubi di fango si staccano dal Monte Costalta ed invadono la frazione di Campolongo a Baselga di Piné in provincia di Trento. Lo spostamento d’aria ed un assordante boato svegliano di soprassalto gli abitati di Campolongo: ottantasette, fra residenti e turisti, riescono a fuggire nel buio sotto un’acqua torrenziale, guadando un fiume di fango, tronchi, sassi e detriti, che nell’arco di pochi minuti sommerge il paese. La frana travolge ventidue abitazioni.A partire dalle cinque del mattino si mette in moto una possente macchia di soccorso che evacua definitivamente le abitazioni e già nelle prime ore del giorno riesce a garantire l’accesso da parte dei vigili del fuoco, della protezione civile e dei mezzi necessari allo sgombero della zona. Per sei giorni, oltre quaranta camion, altrettante ruspe... >>

Tanti saluti da... [ Andrea Buzzichelli

“Tanti saluti da…” tratta in modo ironico, attraverso l’ uso di foto/cartolina, il tema degli impatti ambientali della geotermia in una delle regioni più belle d’ Italia.  Ad oggi lo sfruttamento dell’ energia geotermica viene proposto come pulito e rinnovabile mentre invece sono molte le criticità legate a questo tipo di produzione energetica.   E’ un'operazione definita insostenibile da più parti e che ha trovato l'opposizione di comitati locali e gruppi di cittadini. Ma nonostante tutto prosegue guidata da obiettivi di mercato e soprattutto a scapito del territorio . >>

Diana [ Paola Fiorini

Sono figlie, nonne, madri italiane queste dee  "dell'ars- venandi" che nel tempo libero abbracciano la doppietta alla ricerca di qualcosa.Pratica antica in via di estinzione, la caccia al femminile negli ultimi anni segue, per contro, un trend in crescita.Mi intriga il modo con cui queste donne si rapportano con la natura e la morte.L'intento è di guardare alla caccia con sguardo puro, libero da stereotipi e la necessità di capire.  Una riflessione sulla libertà data da un'arma, libertà di affrontare solitudini e possibili pericoli con la consapevolezza di potersi difendere.Ho percepito che la preda per queste donne non è solo il fine. Nella maggior parte dei casi le uscite sono fatte di lunghe passeggiate , silenzi, attese in ascolto...non è solo ottenere l'animale alla fine della giornata: è cacciare.  >>

Al di qua del Mare [ Emanuela De Luca

“Al di qua del mare, una pianura sterminata, a perdita d’occhio vibrante del frastuono delle cicale, che sembrava il fotogramma d’uno dei film di Kurosawa” (F. Fellini)   Le concessioni demaniali dei tratti litoranei rappresenterebbero una delle maggiori cause del dissesto ambientale delle coste italiane stando a quanto sostiene il WWF nel rapporto  "Sabbia: l'oro di tutti a vantaggio di pochi". In tale documento si sottolinea il caso di Ostia dove costruzioni di vario genere occuperebbero ininterrottamente l'intera linea costiera privando i cittadini della vista del mare.Inoltre, la pulizia meccanica degli arenili disgregherebbe la compattezza della sabbia esponendola maggiormente al vento e al mare e contribuirebbe alla scomparsa delle alghe che hanno una precisa funzione nel mantenimento di un ecosistema sano.“Le suggestioni felliniane delle passeggiate invernali sulle spiagge totalmente libere ed accessibili non dappertutto... >>

Mal'aria [ Antonella Monzoni

L'Italia ha l’aria malata, l’Italia è malata. Continua a soffocare principalmente a causa delle polveri sottili e nel 2010 ben 30 tra i 48 capoluoghi fuorilegge, che hanno superato per più di 35 giorni il limite di legge per la protezione della salute umana, appartengono all'area della Pianura Padana, che si conferma zona estremamente critica per la qualità dell'aria. Queste informazioni denunciano il rischio al quale quotidianamente ognuno di noi viene esposto andando a scuola, al lavoro o semplicemente passeggiando per le strade cittadine. Si tratta di un’emergenza sanitaria prima che ambientale. Il solo PM10 causa ogni anno più di 350.000 morti premature in Europa, secondo quanto dichiarato dalla Commissione Europea, mentre in Italia per ogni 10.000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente proprio a causa delle polveri sottili, pericolosissime per la loro capacità di penetrare in profondità... >>

Mo.S.E. [ Francesco Comello

Il Mo.S.E. (acronimo di MOdulo Sperimentale Elettromeccanico) è un sistema integrato di opere di difesa costituito da paratoie mobili sottomarine a scomparsa in grado di isolare la laguna di Venezia dal Mar Adriatico durante gli eventi di alta marea. La realizzazione del Mose è stata autorizzata nel 2003 e si concluderà, in relazione ai finanziamenti, nel 2015 con un costo complessivo che dovrebbe avvicinarsi intorno ai 6 miliardi di euro e un successivo costo di manutenzione di 30 milioni all’anno, prosciugando e privando così risorse economiche che sarebbero invece indispensabili per la manutenzione della città. Lo studio, le sperimentazioni, la progettazione e la realizzazione di questa opera è stata affidata in regime di monopolio ad un’unica figura costituita da un’insieme di imprese private, dentro le quali ci sono le principali industrie dell’edilizia. Il progetto Mo.S.E. è un progetto estremamente costoso per... >>