Works [ Un'altra Vita

In  ogni  forza  vitale  è  insita  una  ciclicità  che  perpetua  la  vita  stessa  ma  anche  una possibilità  di  cambiamento. 

Desiderio,  responsabilità,  inconscio, reazione  sono  solo  alcuni strumenti  per  indagare,  attraverso  un  reportage  o  una  ricerca  personale,  le molteplici possibilità  di cambiamento presenti in “un’ altra vita”. Questo è il secondo progetto del collettivo Synap(see), a cui si aggiungono i lavori  dei fotografi selezionati dal primo bando Open Synap(see).

Lampedusa direzione Nord [ Daniele Lira

Il lavoro prende in considerazione la nuova vita possibile qui in Italia per i rifugiati africani. Si tratta diragazzi che hanno chiesto asilo dopo essere sbarcati a Lampedusa un anno e mezzo fa, scappatiletteralmente dalla Libia mentre in quel paese imperversava la guerra. Queste immagini rappresentanoil tentativo di raccontare il civile processo di integrazione che sta avvenendo in Trentino e che dovrebbeportare ad una pacifica e proficua connivenza con il nostro mondo. >>

Oblio [ Emanuela De Luca

Oltre il tempo e lo spazio esiste un mondo sospeso, una dimensione metafisica, in cui sono custodite le idee. La realtà in cui viviamo non è altro che uno sbiadito riflesso di questo luogo perfetto teorizzato da Platone. E' l'Iperuranio, uno spazio oltre la volta celeste, dove il filosofo colloca la conoscenza suprema accessibile all'uomo solo durante il trapasso tra una vita e l'altra. Dopo la morte, secondo questa dottrina, l'anima attraversa il mondo delle idee contemplandone il contenuto e acquisendo una conoscenza innata. Tuttavia, tale conoscenza resta sospesa nei meandri più oscuri della nostra memoria e solo pochissimi eletti, durante la vita terrena, hanno la capacità di ricordarne parte. Partendo da questa teoria, e dal presupposto che ogni oggetto terreno non è altro che un'imitazione dell'idea dell'oggetto sospeso nell'Iperuranio, Oblio ne è la rappresentazione fotografica. Ogni immagine prende forma da questo concetto. Gli oggetti... >>

Hello Dolly! [ Giovanni Presutti

 La cementificazione del territorio sta consumando una quota sempre maggiore di superficie agricola. Le nostre periferie sono ormai delle città cloni in cui centri commerciali, multisale, capannoni industriali, parcheggi e alloggi popolari si susseguono senza soluzione di continuità erodendo sempre più lo spazio vitale dal quale deriva il nostro sostentamento. In un futuro prossimo Dolly, una bambola di dimensioni umane unica sopravvissuta, vaga in uno scenario di degrado che ha ridotto la Terra ad un cumulo di edifici vuoti e dismessi. La protagonista ha una rilevanza metafisica ispirata ai manichini antropomorfi di De Chirico. E' una forma vuota, un contenitore senza anima di immagini, ricordi e sensazioni vagamente umane; è la proiezione intellettuale dell'uomo. Le sue forme plastiche anonime rendono ancor più forte il senso di perdita dell'umanità, divenendo simbolo di un'era vuota e consumista. Suggestioni cinematografiche e letterarie... >>

Imaginary World [ Andrea Buzzichelli

L'occhio umano non può cogliere la realtà oggettiva, non vede le cose come sono, ma è sottoposto all'arbitrio dell'essere pensante, e al suo stato emotivo. Per questa ragione ogni visione del mondo è parziale e in qualche modo distorta. Utilizzo la fotografia per tentare di andare oltre, o quantomeno per coinvolgere lo spettatore “illuso” di assistere all'unica realtà, in un gioco al confronto con verità non necessariamente più profonde ma sicuramente “altre”. C'è sempre qualcosa che sfugge allo sguardo, una certezza che viene meno se la nostra osservazione si prolunga, quasi un intero mondo parallelo che si manifesta e stupisce. A noi la scelta di considerarlo immaginario o al contrario (o proprio in virtù di questo) estremamente reale.  "Non vediamo le cose come sono, le vediamo come siamo" Anais Nin >>

Volevo essere Mina [ Antonella Monzoni

Una notte, mentre si stava divertendo in discoteca, un amico gli propone di cantare al karaoke una canzone di Mina. Applauditissimo, gli si apre un mondo. Un mondo di musica e spettacolo, di abiti e trucchi femminili, di regina dell’immagine, di drag queen.Un’altra vita. >>

In Progress [ Stefano Parrini

Vista dall’alto, attraverso uno strumento moderno come google earth, il nostro pianeta mostra chiaramente il volto dell’opera dell’uomo e dei cambiamenti climatici che porteranno le generazioni future a doversi adattare ad una vita diversa. In progress ci mostra la capacità del progresso di allontanarci volutamente dagli avvenimenti, come nel caso della tragedia amazzonica. Un disastro, la morte delle foreste e degli animali, il dolore e il pericolo si trasformano in fasci di linee e forme indifferenti. In un certo senso questa serie di fotografie è una cronaca diretta dai territori dove la realtà si intreccia con la virtualità e perde il potere di eccitare le emozioni acute e profonde. Qui il progresso risolve in miniatura il suo piu importante compito che è quello di liberarсi dal disagio. Il progresso anestetizza le anime che dovrebbero dolere per custodire la vita. In Progress è un progetto composto da 80 polaroid suddivise... >>

Vite parallele [ Paola Fiorini

Un’altra vita è possibile tutte le volte che ci si ferma a riflettere quale strada percorrere, tutte le volte che ci si trova di fronte ad un bivio, tutte le volte che la scelta comporta necessariamente un cambiamento della trama della tua storia, dei personaggi che incontrerai, e del “the end” della tua vita. E’ un lavoro che è svolto in macchina e nell’altra metà del giorno quando cala il buio, il microcosmo mentale dove per svariate volte mi sono trovata a riflettere su situazioni fondamentali della mia vita; la macchina è la metafora del tempo che scorre e della vita stessa, è un lavoro concettuale e allo stesso tempo casuale, come lo sono tutta quella serie di eventi che in qualche modo hanno influenzato le nostre scelte.  “ Vi sono dicono cento miliardi di galassie tocco l’infinito con le mani aggiungo stella a stella sbucherò da qualche parte, sono sicuro, vivremo per l’eternità.... >>

Noi contrabbandieri di teatri [ Francesco Comello

Come fossimo alla prima del nostro spettacolo partimmo lievi e decisi, legittimati dal nostro stesso agire.Eccolo, un altro teatro, un altro confine immaginario da violare, un’altra lotta da condividere. E la nostra rivoluzione è fatta di scope, pale, stracci e sudore per ridare nuova vita e dignità a questo piccolo teatro da troppo tempo abbandonato. Ogni luogo, per quanto bellissimo, se vuoto, è un luogo morto. Solo se attraversato dai corpi, dai saperi, dalle relazioni e dalle passioni recupera il valore politico e civile di bene comune. Il Ricreatorio Marinoni è un meraviglioso teatrino liberty a pochi passi dal mare sulla spiaggia del Lido di Venezia, da anni in condizioni di degrado assoluto. Il teatro è sito all’interno di una zona che presto verrà coinvolta nell’ennesima operazione speculativa da parte di danarosi che promettono lavoro e opportunità di rilancio di un’isola dimenticata. >>

I delfini dormono con gli occhi aperti - Sara Munari [ Open Synap(see)

Sara Munari - Portfolio vincitrice 1 SELEZIONE “OPEN SYNAP(SEE)” EDIZIONE 2012 Gli zoo sono nati con intento divulgativo, per conoscere e capire razze animali altrimenti irraggiungibili. Mi chiedo oggi che senso abbia la vita di un animale, che nasce , cresce e muore in una gabbia dai confini stabiliti. Strana forma di intrattenimento per l’uomo o sottile pretesa di superiorità? Qualunque sia la motivazione sicuramente non giustifica l’esistenza di questi luoghi dove non si insegna altro che a disertare dalla compassione che ci rende esseri umani. Ogni giorno attraverso media e pubblicità veniamo alimentati da emozioni fittizie che svolgono la loro funzione purificatoria dando soluzione e completamento alle nostre vite reali, ma le regole del gioco sono comprese ed accolte da attori e spettatori: si tratta di finzione. Per nessuno di questi animali lo spettacolo finirà mai; sotto gli occhi distratti di chi cammina attraverso le gabbie di... >>

Cheap Nature - Fabio Domenicali [ Open Synap(see)

Fabio Domenicali - Portfolio menzionato 1 SELEZIONE “OPEN SYNAP(SEE)” EDIZIONE 2012 Le fotografie sono state realizzate in alcune aree ancora integre e selvagge nella zona che va tra i lidi ravennati e quelli ferraresi. Qui un sempre crescente numero di persone, spesso famiglie, occupano abusivamente con tende, roulotte e camper aree tra la pineta e la spiaggia libera per concedersi una vacanza a costo zero a stretto contatto con la natura. Ciò che principalmente colpisce sono la volontà di adattamento e la capacità di privarsi di tutte quelle comodità che ai più sembrano irrinunciabili. Questo fenomeno risveglia in me particolari ricordi di quando, da bambino con i miei genitori prima, da ragazzo con gli amici poi, praticavo campeggio libero in assoluta libertà. Negli ultimi anni sempre più persone mosse dalla voglia di ritrovare un più stretto rapporto con la natura o spinte dalla crisi, stanno alimentando... >>

Personal - Daniela Bazzani [ Open Synap(see)

Daniela Bazzani - Portfolio menzionato 1 SELEZIONE “OPEN  SYNAP(SEE)”  EDIZIONE 2012 Una fotografia documentaria è una prova visiva dell'esistenza di qualcosa di significativo per il fotografo. Una traccia che diventa automaticamente una prova storica o scientifica, ma che inevitabilmente riflette le priorità che il fotografo aveva nel momento in cui l'ha prodotta. Fotografiamo le cose che noi stessi riconosciamo come importanti, ed è impossibile evitare che le nostre scelte siano influenzate dalle nostre radici culturali. Queste fotografie sono le mie impronte e le mie briciole sulla strada, per non perdermi, per ritrovare il sentiero. E poi, all'improvviso, queste tracce diventano ricordi. Scatto quello che mi piace, racconto il mio mondo, le mie emozioni, i piccoli orrori della vita quotidiana e trasformo quello che vedo in quello che sento. Bio Classe 1972, vivo e lavoro in provincia di Modena. Mi sono avvicinata alla fotografia quasi... >>