Fotografi [ Daniele Lira

Daniele Lira
Membro del collettivo fino al 2014


Works

Fango

Campolongo di Baselga di Piné (Trento).15 agosto 2010. Ore 03.30.Dopo due giorni di pioggia incessante, nella notte di ferragosto, duecentomila metri cubi di fango si staccano dal Monte Costalta ed invadono la frazione di Campolongo a Baselga di Piné in provincia di Trento. Lo spostamento d’aria ed un assordante boato svegliano di soprassalto gli abitati di Campolongo: ottantasette, fra residenti e turisti, riescono a fuggire nel buio sotto un’acqua torrenziale, guadando un fiume di fango, tronchi, sassi e detriti, che nell’arco di pochi minuti sommerge il paese. La frana travolge ventidue abitazioni.A partire dalle cinque del mattino si mette in moto una possente macchia di soccorso che evacua definitivamente le abitazioni e già nelle prime ore del giorno riesce a garantire l’accesso da parte dei vigili del fuoco, della protezione civile e dei mezzi necessari allo sgombero della zona. Per sei giorni, oltre quaranta camion, altrettante ruspe... >>

Vajont

Vajont 9 ottobre 1963. Ore 22.39. Una frana colossale – 263 milioni di metri cubi di terra e roccia – si stacca dal versante del Monte Toc e precipita, a più di 90 chilometri all’ora, nel lago artificiale che copre la valle del Vajont, tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, provocando un’ondata d’acqua di 50 milioni di metri cubi, alta 250 metri. L’onda, con un’energia valutata pari a due volte quella della bomba di Hiroshima, travolge gli abitati sulle sponde del bacino e nella sottostante vallata del Piave, annienta cinque paesi e uccide quasi duemila persone, di cui 487 bambini. A cinquant'anni di distanza, “Vajont” vuole essere un omaggio alle tante vittime, oltre ad una riflessione fotografica su quanto lo stesso Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano denuncia: “Il ricordo delle quasi duemila vittime e della devastazione di un territorio stravolto nel suo assetto naturale e sociale induce a ribadire che quell'evento... >>

Lampedusa direzione Nord

Il lavoro prende in considerazione la nuova vita possibile qui in Italia per i rifugiati africani. Si tratta diragazzi che hanno chiesto asilo dopo essere sbarcati a Lampedusa un anno e mezzo fa, scappatiletteralmente dalla Libia mentre in quel paese imperversava la guerra. Queste immagini rappresentanoil tentativo di raccontare il civile processo di integrazione che sta avvenendo in Trentino e che dovrebbeportare ad una pacifica e proficua connivenza con il nostro mondo. >>