Fotografi [ Stefano Parrini

Stefano Parrini
Nato a Barberino Val d'Elsa (FI) vive a Poggibonsi (SI). Dal 2007 ha partecipato a numerose mostre in tutta Italia, conseguendo diversi premi. Nel 2007 vince il premio "Epson-Le Logge" al Toscana Fotofestival (terzo classificato nel 2010), nel 2008 vince il “Portfolio dell’Ariosto”, nel 2009 menzione d’onore al LUCCAdigitalPHOTO Contest e vince il premio “A Better World”, nel 2010 ottiene una menzioni d’onore all’IPA International Photography Awards e una menzione d’onore al Blurb Photography Book Now, nel 2011 vince il SI Fest, nel 2012 selezionato per Descubrimientos PhotoEspana e finalista del premio Fondazione Fabbri, nel 2013 finalista del premio Environmental Photographer of the Year e nel 2014 finalista del premio Fondazione Fabbri. Espone in varie citta’ italiane partecipando a varie manifestazioni e pubblica su alcune riviste di settore. Dal 2012 fa parte del progetto Photo Ltd collezionismo d'autore curato da Daniela Trunfio e partecipa al progetto Reflexions Masterclass sotto la supervisione di Giorgia Fiorio e Gabriel Bauret. Le fotografie di Stefano Parrini fanno parte della Raccolta della Fotografia Contemporanea della Galleria Civica di Modena e dell’Archivio della fotografia stenopeica del MUSINF di Senigallia. E' cofondatore del collettivo Synap(see).


Works

Land Market

Vincitore dell’edizione 2011 del SI FEST tenutasi a Savignano sul Rubicone, Land Market di Stefano Parrini analizza il rapporto ormai contorto tra globalizzazione e sfruttamento delle risorse naturali attraverso una serie di fotografie tragico-ironiche ispirate alla land art. Fil rouge della sottile critica del fotografo è un carrello della spesa inserito in un ambiente naturale come un’installazione simbolodell’intervento freddo e costante dell’uomo. >>

#1385

Stefano Parrini circoscrive la zona del fiume Merse salita alla cronaca per i versamenti di inquinanti derivati dalle scorie stoccate nei pozzi delle miniere presenti nella regione. In quel tratto il fiume si distingue per una colorazione color "mattone" così definita dagli atti della direzione provinciale dell'ARPA Toscana - che sa di ferro, di metalli pesanti e di quell'insistente volontà dell'uomo di modificare l'ambiente allo scopo di migliorare o peggiorare la propria esistenza. Dipende dai punti di vista. Ecco allora che il pantone #1385 diventa un monito incontrovertibile, una parola d'ordine inequivocabile. >>

Beyond the Border

Quando ho deciso di fare un lavoro sui parchi e le aree potette mi sono venuti subito in mente alcuni aspetti che non avevo mai preso in considerazione, eppure sono stato tante volte a fare delle visite all’interno di alcun di queste aree; ma sempre con intenti prettamente turistici. La prima domanda che mi sono posto è forse la più importante: perchè abbiamo bisogno di creare queste aree protette? Forse perchè l’ambiente naturale normalmente viene distrutto? Quindi i confini dovrebbero essere netti e percepibili e far vedere la differenza tra il territorio protetto e quello non protetto? Da qui altre domande su cosa siano veramente i confini di un parco e su quello che si può fare e non fare all’interno di queste zone. Per questi dubbi quando ho pensato a quale parco indagare ne ho cercato uno che avesse ben evidenti alcuni aspetti critici che si ricollegavano in senso stretto alle mie domande. Senza andare tanto lontano, in Toscana il Parco... >>

Sediments

E' stato realizzato da Stefano Parrini nell’ambito della ricerca del collettivo Synap(see) sul Golfo di Baratti e l’opera dell’architetto Vittorio Giorgini, commissionato da BACO (Baratti Architettura e arte COntemporanea) Archivio Vittorio Giorgini - Giugno 2014 >>

Home

Home consiste in una serie di stampe che vanno ad inserirsi nei meandri più intimi dello spazio quasi fossero oblò di una nave, obiettivi di un telescopio che gettano luce su un universo altro. Sono pianeti, nebulose, costellazioni minuziosamente codificate da coordinate casalinghe e quotidiane. Il risultato tangibile della stratificazione della polvere è l’unione di punti in un firmamento luminoso e pulsante. Un cosmo concentrato dunque, un microcosmo che è riflesso del macro che ci contiene, che è poi casa di tutti.Non solo cieli, ma anche paesaggi lunari, panorami terrestri accompagnano questo universo. Sono deserti, montagne, distese rocciose fatte con carta millimetrata o con buste di nylon accartocciate, fotografate in digitale e ancora una volta postprodotte stratificandovi alcune delle pellicole polverose usate anche per le costellazioni: sono sguardi, viste di superfici planetarie create in casa, ancora una volta. >>

In Progress

Vista dall’alto, attraverso uno strumento moderno come google earth, il nostro pianeta mostra chiaramente il volto dell’opera dell’uomo e dei cambiamenti climatici che porteranno le generazioni future a doversi adattare ad una vita diversa. In progress ci mostra la capacità del progresso di allontanarci volutamente dagli avvenimenti, come nel caso della tragedia amazzonica. Un disastro, la morte delle foreste e degli animali, il dolore e il pericolo si trasformano in fasci di linee e forme indifferenti. In un certo senso questa serie di fotografie è una cronaca diretta dai territori dove la realtà si intreccia con la virtualità e perde il potere di eccitare le emozioni acute e profonde. Qui il progresso risolve in miniatura il suo piu importante compito che è quello di liberarсi dal disagio. Il progresso anestetizza le anime che dovrebbero dolere per custodire la vita. In Progress è un progetto composto da 80 polaroid suddivise... >>